50) Bakunin. La religione e il popolo.
Il popolo  oppresso e perci tenuto volutamente nell'ignoranza.
Per uscire dalla sua condizione miserevole egli si attacca alla
religione e alla taverna, che sono la dissolutezza dello spirito
e del corpo. Solo la rivoluzione sociale potr liberarlo dalla
sua schiavit..
    M. Bakunin, Dio e lo Stato (vedi manuale pagina 224, nota 23
).

 Il popolo, sventuratamente,  ancora ignorantissimo e mantenuto
nell'ignoranza dagli sforzi sistematici di tutti i governi, che la
considerano non senza molta ragione come una delle condizioni
essenziali della loro propria potenza. Schiacciato dal suo lavoro
quotidiano, privo di agiatezza, di commercio intellettuale, di
lettura, infine di quasi tutti i mezzi e d'una gran parte degli
stimolanti che sviluppano la riflessione negli uomini, il popolo
accetta quasi sempre, senza critica e in blocco, le tradizioni
religiose. Esse l'avviluppano sin dalla tenera et, in tutte le
circostanze della sua vita, e, artificialmente mantenute nel suo
seno da una folla di avvelenatori ufficiali d'ogni sorta, preti e
laici, si trasformano dentro di lui in una specie d'abitudine
mentale, troppo spesso anche pi potente del suo stesso buon senso
naturale.
C' un'altra ragione che spiega e che legittima in qualche modo le
credenze assurde del popolo. Questa ragione,  la condizione
miserabile alla quale esso si trova fatalmente condannato
dall'organizzazione economica della societ, nei paesi pi
inciviliti d'Europa. Ridotto sotto il rapporto materiale al minimo
d'una esistenza umana, chiuso nella sua vita come un prigioniero
nella sua prigione, senza orizzonte, senza uscita, e se si deve
credere agli economisti, anche senza avvenire, il popolo dovrebbe
avere l'anima singolarmente stretta e l'istinto piatto dei
borghesi per non provare il bisogno di sortirne; ma ei non ha che
tre mezzi: due fantastici e il terzo reale. I due primi sono la
taverna e la chiesa, la dissolutezza del corpo o quella dello
spirito; la terza  la rivoluzione sociale. Quest'ultima ben pi
che tutte le propagande teologiche dei liberi-pensatori, sar
capace di distruggere le credenze religiose e le abitudini di
dissolutezza nel popolo, credenze e abitudini che sono pi che
intimamente legate insieme di quello che si pensi. Sostituendo ai
godimenti illusori insieme e brutali della dissolutezza corporale
e spirituale, le gioie cos delicate e complesse dell'umanit
sviluppata in ciascuno ed in tutti, soltanto la rivoluzione
sociale avr la potenza di chiudere nello stesso tempo tutte le
taverne e tutte le chiese.
M. Bakounine, Dio e lo Stato, G. Nerbini, Firenze, 1903, pagine 30-
31.
